Stemma

Statuto, Art. 2

"Uno stemma: di rosso a sette spighe di frumento d'oro e a sei foglie lineari dello stesso, alternate, il tutto posto a ventaglio e legato d'azzurro. Ornamenti esteriori del Comune, concessi con Decreto del Presidente della Repubblica n° 648 del 23.1.1984 e dei quali disciplina l'uso con apposito regolamento".

Lo stemma di Andrano è un fascio di sette spighe di grano. Negli anni del regime fascista tale immagine venne sostituita con lo stemma sabaudo per poi essere nuovamente ripristinata una trentina di anni fa. Il fascio di spighe fu ritenuto la raffigurazione più appropriata sia della principale risorsa economica del paese, sia del carattere degli abitanti. Andrano infatti si adagia su di un fertile pianoro che, essendo attraversato da copiose falde acquifere sotterranee, si adatta molto bene a qualsiasi coltivazione. Sin dai tempi più remoti, la produzione agricola è stata sempre di notevoli dimensioni; basti pensare che in una relazione del 1550, così si legge: «In Andrano tutti i prodotti agricoli abbondano e son di qualità [...] il contadino non tiene di bisogno d'andare altrove a smaltire i frutti della sua contrada poiché essendone di tutta perfezione, la gente va in Andrano a comprare e il grano e l'orzo e le fave e li ciceri, come pure li barili di vino mosto, gli stari di oglio, anche se la merce si paga qualche carlino di più di quello che vendono i convicini».

Terra, quindi, generosa sia per quantità che per qualità di prodotto agricolo, la qual cosa sollecitò gli andranesi ad una sempre maggiore perizia nei lavori agricoli e una conseguente capacità di realizzare colture pregiate. La loro fama si sparse in tutto il Salento, e quando si dovevano effettuare nelle campagne interventi che richiedevano una particolare competenza ci si rivolgeva immancabilmente agli abitanti di Andrano.

Perciò, quando fu il momento di individuare la simbologia dello stemma civico, il riferimento a questa peculiarità del paese e dei suoi abitanti fu inevitabile, e l'immagine con le spighe di grano, simbolo per eccellenza di abbondanza e fertilità, sembrò la più appropriata per rappresentare Andrano.

Anche il numero delle spighe (sette) che compongono il fascio non fu casuale: secondo una consolidata tradizione orale, esso simboleggerebbe l'indole degli abitanti, talmente infaticabili che lavorano per tutti e sette i giorni della settimana. Ed era quasi naturale che ciò avvenisse: come si è detto, gli andranesi, per le loro riconosciute doti di esperti coltivatori della terra, si allontanavano per mesi e mesi dal paese, richiesti dai grandi proprietari terrieri del Brindisino, del Tarantino e anche della Calabria, e qui restavano lavorando ininterrottamente senza rispettare alcuna pausa settimanale. Se l'esodo avveniva durante i mesi estivi della mietitura era chiamato "de lu messi" (del grano), se invece si verificava in settembre al tempo della vendemmia, si diceva "de lu vannigue" (della vendemmia). [...]

Fonti

Tratto da: Maria Fatima Rollo, Andrano, in "Gli stemmi raccontano", a cura di Antonio Maglio, supplemento al numero odierno di "Quotidiano", Lecce, dicembre 1993, fasc. 1, p. 23.

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